L'acqua è nostra e guai a chi ce la tocca

Segnalato da Valerio
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«L'acqua è nostra e guai a chi ce la tocca»
Intervento della Lega Nord in vista del consiglio comunale in cui sarà discussa anche la mozione sulla risorsa acqua


riceviamo e pubblichiamo


Saronno - Nel Consiglio Comunale di giovedì si discuterà anche di ATO, ovvero di gestione della rete idrica. La Lega di Saronno interverrà sulla questione, visto che in una passata seduta di Consiglio Comunale ci era stato impedito di parlare.

La Lombardia, insieme a tutta la Padania, è un ambiente in fragile equilibrio. Abitiamo sopra due zolle tettoniche che, scontrandosi, stanno scorrendo l'una al di sotto dell'altra. La Padania sprofonderebbe sotto il livello del mare se non ci fosse il Po con i suoi affluenti. L'acqua è una risorsa primaria per la Padania perché senza acqua la nostra terra non esisterebbe, così come l'Olanda non esisterebbe senza le dighe. Questo è un dato sicuro da cui bisogna far partire il nostro ragionamento.

Oggi non possiamo privatizzare l'acqua per rincorrere una falsa efficientizzazione della distribuzione che servirà solamente per distribuire poltrone ai tesserati di partito. Non possiamo permettercelo: pena il finire sott'acqua. Stiamo perdendo il senso dell'importanza delle cose. In un paese normale quando sono in ballo questioni così importanti non si discuterebbe nemmeno su questo argomento.

Oggi i Comuni gestiscono l'acqua con senso di responsabilità, perché sono direttamente controllati dai cittadini. Se dovesse mancare l'acqua, i cittadini saprebbero subito chi incolpare. Il sistema è
responsabile e funziona bene. L'acqua è patrimonio ambientale delle nostre comunità locali e non va
svenduto come una cosa di poco valore. La proprietà delle reti è e deve rimanere dei nostri Comuni, guai se dovesse succedere il contrario. L'acqua è del popolo padano e guai a chi ce la tocca.

ACQUA PUBBLICA, DAL BASSO SI PUÒ!

ACQUA PUBBLICA,
DAL BASSO SI PUÒ!

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Roma, 14 - 15 - 16 Marzo 2008
Si scrive ACQUA, si legge DEMOCRAZIA

3 giorni per l’acqua pubblica

- per fare il punto sul percorso sin qui compiuto e sulle prossime tappe
da intraprendere per consolidare ed estendere le battaglie condotte dal
popolo dell’Acqua;

- per dare forza alla vertenza in corso sul territorio
della provincia
di Latina;

- per dimostrare con la presenza concreta che la battaglia per la
ripubblcizzazione dell’Acqua nell’Ato di Aprilia-Latina è una vertenza
di tutto il movimento per l’Acqua.

Programma delle giornate

14 marzo Bassiano (LT)
Ripubblicizzare l’acqua, ricostruire la democrazia locale
ore 16.00 Auditorium Comunale

15 marzo Roma
Assemblea nazionale Forum Italiano Movimenti per l’Acqua
ore 13 Via S. Ambrogio 4

16 marzo Aprilia
Manifestazione nazionale
Acqua: gestione pubblica e partecipata
ore 14 Piazza Roma

Rete Europea dei Movimenti per l’Acqua

Comunicato Gruppo internazionale del Forum Italiano dei movimenti dell’acqua

Rete Europea dei Movimenti per l’Acqua

Assieme in Europa



Venerdì 22 e sabato 23 Febbraio, a Milano, in due giorni di intenso lavoro orizzontale e paritario, svoltosi in un clima assolutamente fraterno, si sono gettate le basi per la costruzione della Rete Europea dei Movimenti dell’Acqua: pubblica, bene comune e diritto umano.

Basi solide, politiche e umane, che ci hanno fatto sentire come parte di un unico progetto politico, di un’unica militanza.

In questo clima hanno partecipato e si sono confrontati il Forum dei movimenti italiano e le reti e le ONG italiane ed europee presenti numerose e provenienti da 7 Paesi europei oltre all’Italia (Spagna, Grecia, Francia, Belgio, Svizzera, Slovenia e Olanda), mentre un importante contributo è stato portato da Juan Camilo della Red Vida la rete continentale Americana.

In questo modo si rafforza il percorso strutturato in reti continentali: rete Americana, rete Africana, rete Europea, rete Asiatica.

La due giorni di Milano ha dunque concretizzato quella che era diventata una esigenza ormai unanime e inderogabile: la costruzione delle Rete europea per l’Acqua, che da sabato 23 ha ufficialmente iniziato a tracciare le linee politiche e gli appuntamenti da gestire insieme: Expò di Zaragoza, Forum Sociale europeo, Forum Sociale Mondiale di Belém, Forum Mondiale dell’Acqua di Istanbul.

La bozza di un documento unitario è già stata delineata nei suoi punti essenziali:

- i principi ispiratori del diritto umano, del bene comune non mercificabile, del governo pubblico;

- gli obiettivi orientati alla politica dell’Europa, del WTO, del’ONU, dei Forum Mondiali, allo scambio di esperienze tra realtà, al rafforzamento del partenariato pubblico/pubblico, alla crescita del movimento nelle pratiche e nell’estendersi ad altre realtà in particolare all’est europeo;

- le modalità di funzionamento ispirate all’orizzontalità, all’inclusività e al coordinamento leggero;

- la necessità di attivare attori europei diversi, quali i sindacati, gli amministratori locali, le imprese, le religioni e di favorire la partecipazione delle ONG europee in comuni progetti di cooperazione.

Sono stati responsabilizzati 4 facilitatori per la stesura di un documento più organico da mettere in discussione e sul quale raccogliere l’adesione di tutte le realtà europee.

Un buon lavoro e un grande risultato, un passo avanti verso il movimento mondiale dell’acqua, dei beni comuni, un movimento per la vita.

Il gruppo internazionale del Forum Italiano dei movimenti dell’acqua

Un rubinetto di risparmi

Fonte


Un rubinetto di risparmi

14/02/2008

Pesanti pacchi da portare in casa, una spesa annuale di circa 300 euro. La famiglia Spendobene fa i conti con l'acqua minerale che tutti in famiglia bevono in abbondanza e scopre che quella potabile che arriva direttamente a casa ha la stessa qualità. E costa cifre molto ma molto più basse

by MiaEconomia®

Che fatica i pacchi di acqua minerale. Già, perché prima di berla il buon Spendobene deve prendere la sua auto, andare al supermercato, fare la spesa, poi la fila per tornare a casa e, infine, la faticaccia di portare le bottiglie a casa. E meno male che c'è l'ascensore.

Un po' per pigrizia, un po' per curiosità, la signora Spendobene decide un bel giorno di capirci qualcosa, magari c'è una soluzione alternativa, magari può trovare qualcuno che faccia la consegna a domicilio delle casse di acqua. E invece, girando su Internet, scopre che per qualche misterioso motivo gli Italiani sono i maggiori consumatori al mondo di acqua minerale, ne bevono più di 190 litri a testa ogni anno, quasi il doppio degli altri europei, e alimentano un giro di affari da 3,2 miliardi di euro.

E non c'è scampo, nel nostro paese il 98% delle persone fanno uso acqua in bottiglia. A quel punto la signora Spendobene accantona la ricerca della consegna a domicilio e inizia a concentrarsi su ben altro. Legge che l'Italia è ricchissima di acqua, che le nostre acque del rubinetto sono, nella stragrande maggioranza dei casi, molto pulite e molto controllate. Per fare un esempio, l'acqua del rubinetto di Venezia passa attraverso 4.400 analisi. Già, il rubinetto! Non ci aveva mai pensato.

LETTERA INVIATA A TUTTE LE SEDI UNESCO DEL MONDO

LETTERA INVIATA A TUTTE LE SEDI
UNESCO DEL MONDO

AVENDO CREATO QUESTO COMITATO E CREDENDO FERMAMENTE IN QUELLO CHE FACCIO, COMPROMETTENDO LA MIA STESSA VITA PRIVATA,VI INVIO NOSTRA LETTERA INVIATA ALL'UNESCO E CERTO DELLA VOSTRA SENSIBILITA' AL PROBLEMA, SAREI FELICISSIMO DI UN VOSTRO APPROFONDIMENTO IN TAL SENSO, GUALDO TADINO EX CITTA' DELLE ACQUE (COME TANTE ALTRE REALTA' IN TUTTA ITALIA) NON PUO' CEDERSI COSI AD UN PROFITTO DI POCHI CONTRO L'INTERESSE DI TUTTI. CORDIALMENTE VI SALUTO.
ALESSANDRO BRUNETTI


comitatoproacqua@libero.it


all’attenzione di: Unesco


Oggetto: sollecitazione per emergenza idrica Comune di Gualdo Tadino

Vi inviamo la presente per significare quanto di seguito.
Il Comitato Pro Acqua Gualdo, è un’associazione di cittadini che si batte per la tutela della risorsa acqua.
Gualdo Tadino è una cittadina che è sita in Umbria nella Provincia di Perugia, dove vi erano importanti sorgenti, dalle quali proveniva l’acqua che alimentava buona parte dei fiumi della regione Umbria, e tutta la città.
Abbiamo appreso che la città di Perugia capoluogo della Regione Umbria, è divenuta centro di importanza internazionale per la salvaguardia dell’acqua dell’intero pianeta essendo attualmente sede del Segretariato del World Water Assessment Programme (WWAP).
Grazie a tale investitura della città di Perugia, la Regione Umbria ha assunto un ruolo prezioso di baluardo per la difesa del bene comune acqua.
Perugia è stata scelta in quanto ha riscosso la fiducia dell’Unesco e del Ministero dell’Ambiente, nonostante molte città italiane ed estere ambissero a divenire sede del WWAP.
Primo compito di chi si impegna a promuovere la cultura dell’acqua e la tutela di tale elemento, in quanto primaria fonte di vita; non può non tenere nel dovuto conto gli usi che ne vengono fatti, ed in particolare il fatto che c’è chi lo vuole utilizzare ai soli fini del profitto.
Il Comitato pro Acqua Gualdo, vuole porgere alla Vostra attenzione il fatto che nella Regione Umbria vi sono svariate vertenze inerenti al problema acqua.
In particolare nel territorio del Comune di Gualdo Tadino si sta verificando una crisi idrica di preoccupante portata, non piove più come nel passato e le precipitazioni nevose si sono azzerate, è sufficiente la semplice consultazione dei dati pubblicati dall’Arpa sulla sezione ambiente del proprio sito (www.arpa.it), dal quale si evince in maniera inequivocabile che le sorgenti sono ormai a livelli minimi, pari allo zero.
Nonostante ciò le società di imbottigliamento che vi sono nel nostro territorio continuano ad operare indisturbate, anzi le competenti autorità amministrative provvedono ad allargare le concessioni minerarie per consentire l’aumento della portata degli emungimenti dell’acqua, ed a concedere ulteriori permessi di ricerca da ultimo ne sono esempi la Determina Dirgenziale n.1990/2003, e la n.1654/2006 etc. etc…
Oltre al nostro Comitato, da quasi un ventennio si batte per la difesa dell’acqua nel comprensorio anche il Comitato in Difesa del Rio Fergia, il quale di recente ha proposto ricorso al Tar Umbria per chiedere la revoca della Determina Dirigenziale 4860 del 25/05/2007 della Regione Umbria, rilegata ad una societa’ che agli atti sembra essere collegata ad una nota azienda di imbottigliamento sita nel nostro comune, si consentirebbe un ulteriore e pesante sfruttamento industriale dell’unico bacino che alimenta il territorio del Comune di Gualdo Tadino, i suoi fiumi e le sorgenti.
Ricordiamo che i ricorsi proposti sono supportati dalla relazione tecnica del luminare Prof. Luigi Tulipano in quale insegna all’Area di Geologia Applicata dell’Università la Sapienza di Roma che dimostra, i gravi danni che si stanno apportando al predetto bacino idrico, ed al territorio.
Le politiche poste in atto secondo noi sono scellerate e senza senso.
Oltretutto c’è da ricordare che è stato dichiarato lo stato di emergenza a partire dal mese di giugno 2007 dal Governo Italiano anche per i nostri territori.
Non paghi di questo i nostri amministratori ci dicono che tutto va bene, e che la crisi idrica riguarda solo i cittadini, mentre i prelievi industriali fatti a scopo commerciale non influiscono sulla crisi stessa, e che problemi dipendono solo dalle inefficienze del servizio idrico cittadino, data la sua vetustà.
Da ultimo data la gravità della situazione, la società di gestione del servizio idrico Umbra Acque Spa, per cercare di affrontare la predetta emergenza, ed in qualche modo di rimpinguare una delle sorgenti di smistamento che alimentano l’acquedotto del Comune di Gualdo Tadino, ha provveduto ad effettuare attraverso autobotti trasferimenti di acqua dalla vicina città di Gubbio (196 trasferimenti).
Nella Regione dell’Umbria, dove viene ospitato il Segretariato Generale del WWAP, gli organismi amministrativi e di governo da un lato si pongono l’obbiettivo di sviluppare un uso sostenibile dell’acqua attraverso strategie a livello regionale, nazionale e locale con equo accesso al bene acqua stesso, dall’altro adottano politiche, autorizzano e dispongono provvedimenti che hanno gli effetti di procurare ingenti danni ambientali ed alle risorse idriche del nostro territorio.
Di fatto la politica attuale è quella di continuare ad effettuare la escavazione di nuovi pozzi perché e necessario andare a reperire l’acqua sempre più in profondità, dato che le acque superficiali sono praticamente esaurite.
Così l’acqua non affiora più ed il primo evidente effetto è che le portate dei fiumi sono del tutto inconsistenti, con le conseguenze che si possono ben immaginare.
Bacini naturali che si sono formati in migliaia di anni, oggi sono stati ridotti a poco più di un colabrodo, nel perseguimento di un interesse di mercato, ripetiamo un profitto di pochi contro l’interesse di tutti, Questo sempre secondo noi è un atteggiamento intollerabile ed incosciente.
Il Comitato Pro Acqua Gualdo, nato in conseguenza della crisi idrica nel nostro territorio, e per fronteggiare la stessa, e nell’intento di tutelare il bene acqua, si è trovato a lottare anche avverso i provvedimenti della pubblica amministrazione che dovrebbe essere la prima istituzione ad avere cura del bene dei cittadini.
Siamo certi che una simile situazione meriti la Vostra attenzione e che non possa essere ignorata in nessun paese del mondo, a maggior ragione nella Regione Umbria che è appena divenuta paladina della difesa dei diritti dell’intero pianeta in materia di acqua.
Come comitato cittadino, alla luce di questa contraddittoria situazione, chiediamo alla Vostra istituzione supporto per il raggiungimento del comune obbiettivo di tutela e cura del bene acqua, quale diritto primario dell’uomo.
Nel ringraziarvi per l’attenzione prestataci il Comitato Pro Acqua Gualdo invia.

Distinti Saluti.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO
COMITATO PRO ACQUA GUALDO
GUALDO TADINO 10/12/2007

Aspem, offerta ufficiale di Linea Group

Secondo voi...
l'amministrazione comunale,
le oppozioni cosa ne pensano ?

Stiamo all'erta

Fonte


Aspem, offerta ufficiale di Linea Group

La multiutility che raggruppa le ex municipalizzate del sud Lombardia,
Cremona, Crema, Pavia, Rovato e Lodi ha fatto l'offerta all'azienda varesina


5 Febbraio 2008

Varese - Linea Group, la multiutility che riunisce le ex municipalizzate del sud Lombardia, Cremona, Crema, Pavia, Rovato e Lodi, adesso punta su Varese.
L'operazione dovrebbe essere completata entro la prima metà dell'anno. Già trapelata durante l'assemblea del 31 gennaio, l'ipotesi di un ulteriore allargamento è stata confermata con l'offerta ufficiale. La risposta da Varese è attesa entro marzo.
L'Obiettivo della holding è consolidare la presenza sul mercato nazionale e acquisire dimensione e massa critica.
La crescita è continuata anche quest'anno con l'ingresso, il primo gennaio, della ex municipalizzata di Crema. Nei mesi scorsi, il Gruppo Aspem era stato al centro di diverse ipotesi: dalla cessione del 40% del pacchetto azionario a una cordata composta da Acsm Como, Bas Bergamo e Agesp Busto Arsizio all'aggregazione in Prealpi Servizi, la società formata dalle ex municipalizzate di Varese, Busto Arsizio e Gallarate.
L'ingresso del nuovo partner nella holding avverrebbe con uno scambio azionario. Nel 2006 Linea Group ha prodotto ricavi per 485 milioni di euro, con un margine operativo lordo di 55 milioni. Gli abitanti dei Comuni serviti sono piu' di un milionee 1.100 i dipendenti.

Elezioni RSU Agesp SpA

Fonte

Elezioni RSU Agesp SpA
Si impone Cgil davanti a SdL,
che contesta i meccanismi di attribuzione dei rappresentanti

Giovedi 7 Febbraio 2008

Busto Arsizio - Lunedì 4 febbraio si sono svolte le elezioni delle RSU (rappresentanze sindacali unitarie) dei dipendenti di Agesp S.p.A. settore acqua e gas.
Si è imposta Cgil con 28 voti di lista, seguita a 26 voti da SdL, presente per la prima volta, e che ha avuto il singolo candidato più votato; più indietro Cisl che ha raccolto 10 preferenze.
SdL parla di "ottimo risultato" ma contesta i meccanismi per la formazione delle Rsu, condizionati da un accordo per cui la organizzazioni sindacali firmatarie di contratto nazionale possono usufruire di un "bonus" del 33%: "è come se in una corsa di cento metri alcuni atleti partono 33 metri più avanti..." Un sistema che SdL bolla come "assolutamente anticostituzionale e antidemocratico" e da abolire, ricordando che nel settore del pubblico impiego, ad esempio, non viene applicato.

Acqua, via libera al referendum chiesto dai sindaci lombardi

Secondo voi...
l'amministrazione comunale,
le oppozioni cosa ne pensano ?

Stiamo all'erta

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Acqua, via libera al referendum
chiesto dai sindaci lombardi

Lo ha deciso il Consiglio regionale della Lombardia con 34 voti favorevoli

5 Febbraio 2008

Milano -Con 34 voti favorevoli e 25 astensioni, il Consiglio regionale si è espresso per l’ammissibilità del referendum abrogativo di alcuni aspetti della legge relativi alla gestione ed erogazione del servizio idrico.

Il referendum era stato chiesto da 132 Comuni, tra i quali anche sei varesini: Daverio, Buguggiate, Casale Litta, Laveno, Cremenaga e Fagnano Olona. A proposito degli aspetti normativi che sono stati posti in discussione, come ha ricordato l’Assessore Alle Reti e Servizi di pubblica utilità, Massimo Buscemi , è in corso un costruttivo confronto fra la Giunta regionale e il Comitato promotore che ci si augura possa dar corso ad un soluzione condivisa.

“La giunta regionale – ha dichiarato Buscemi- ha predisposto un progetto di legge che risolve almeno tre dei quesiti posti dai Sindaci. Bisogna che sia chiaro inoltre – ha detto l’Assessore – che l’acqua è e resta una risorsa pubblica, di proprietà dei cittadini”.


ACQUA: CADE L’OSTRUZIONISMO DELLA MAGGIORANZA

Fonte
www.marioagostinelli.it



ACQUA: CADE L’OSTRUZIONISMO DELLA MAGGIORANZA, AMMESSO IL REFERENDUM
UNA BELLA GIORNATA PER I MOVIMENTI, I CITTADINI DEMOCRATICI E - PERCHE’ NO…. - PER LA BATTAGLIA DEL GRUPPO PRC IN CONSIGLIO REGIONALE
di Mario Agostinelli

07/02/2008


In una seduta di Consiglio incredibilmente interrotta per la partecipazione del centrodestra - lo stesso che, nei giorni della loro scomparsa, non aveva sentito il bisogno di modificare l’ordine del giorno per un minuto di silenzio in onore di Enzo Biagi o di Arrigo Boldrini - alla messa commemorativa della mamma di Berlusconi, la maggioranza ha finalmente deciso di discutere e votare l’ammissibilità del referendum sull’acqua promosso da 132 consigli comunali.

Con 34 voti a favore - molti più dei consiglieri di minoranza - e solo 25 astensioni - molte meno di quelle chieste dalla Giunta in appoggio alle sue riserve politiche - è passata la posizione da noi sostenuta a fianco dei Sindaci e dei movimenti che martedì scorso hanno manifestato davanti al Pirellone.

E’ una vittoria democratica che pone fine a un rimpallo contro le regole e che riattiva il significato determinante della partecipazione dal basso. Una vittoria certo non regalata, ma strappata dall’unità e dalla caparbietà degli amministratori, sostenuti con forza da tutta l’Unione e in particolare da Rifondazione Comunista.

E così ora si apre una fase di discussione di merito: l’obiettivo è cambiare una legge che privatizza l’erogazione di un bene vitale e che sottopone la questione dell’acqua a una logica commerciale.

Il rapporto tra i movimenti sul territorio e le rappresentanze istituzionali a livello comunale e regionale ha ottenuto un risultato insperato. E’ una linea a cui ci vogliamo attenere per battere le destre anche nella fase elettorale che si sta avviando.

Nella abituale sottovalutazione dei media su una vicenda che ha impegnato duramente il Consiglio e coinvolto un gran numero di amministrazioni comunali e cittadini attivi, vogliamo segnalare il bell’articolo su Liberazione di Ivan Mazzacani, riportato qui di seguito



Lombardia, via libera al referendum
per impedire che l'acqua diventi una merce

di Ivan Mazzacani


Milano - La campagna e la mobilitazione a tutela dell'acqua pubblica ha registrato un nuovo successo. Il consiglio Regionale della Lombardia ha riconosciuto ieri la costituzionalità, e quindi l'ammissibilità, del referendum promosso da 132 comuni per abrogare parte della legge regionale 18/2006 che, caso unico in Italia, impone la gara per l'erogazione dei servizi idrici, aprendo di fatto ai privati. Dal punto di vista della prassi istituzionale può essere letto come un atto dovuto e scontato ma per la politica il fatto è rilevante e degno di cronaca. Prima di tutto perché è successo in Lombardia dove, in nome o a discapito dell'eccellenza, la giunta di centro destra promuove da tempo l'ingresso dei privati in diversi settori, un tempo prerogativa del pubblico, come sanità e istruzione. In secondo luogo tale processo rischia, ancora oggi, di coinvolgere un bene universale come l'acqua. La maggioranza di centro destra in consiglio regionale inoltre si è spaccata, offrendo al Referendum un risultato che può sorprendere: 34 voti a favore, ovvero più di quelli riconducibili ai consiglieri di opposizione, a fronte di 25 astensioni, molte meno di quelle chieste dalla giunta in appoggio alle sue riserve politiche, e nessun voto contrario.
Il successo registrato ieri è dovuto innanzitutto alla mobilitazione "dal basso" che l'anno scorso ha portato a raccogliere oltre 400mila firme per la legge di iniziativa popolare e che ha sollecitato il governo Prodi ad approvare la moratoria sui processi di privatizzazione dell'acqua; ma anche alla capacità di alcuni settori della politica di capitalizzare e fare proprie le richieste del movimento. I sindaci promotori del referendum e partiti come Rifondazione, in primis, che non nascondono la soddisfazione per il lavoro svolto fino ad oggi. «Il nostro ordine del giorno metteva in discussione l'operato della giunta anche dal punto di vista giuridico - dice il consigliere del Prc in Regione Mario Agostinelli - e li ha convinti a non esporsi a una campagna che li avrebbe travolti. Che ci sia una profonda riserva politica alla loro marcia indietro - aggiunge - lo dimostra il fatto che la Giunta ha invitato i suoi ad astenersi». A monte del risultato ottenuto Agostinelli vede un modello di condotta che la Sinistra dovrebbe replicare, perché vincente, e che sintetizza in pochi punti: il rapporto diretto coi movimenti, la forza di rompere criteri burocratici calati dall'alto, minare le pure alleanze di potere e sostenere, senza compromessi, una linea ferma capace di unire territorio e istituzioni. A giocare un ruolo non secondario è la capacità di attrarre consensi trasversali di un tema come quello dell'acqua: è successo alla manifestazione nazionale del 10 marzo scorso a Palermo, analogo il caso lombardo con settori della Lega Nord, qualcuno vocifera anche di Forza Italia, allineati sulle stesse rivendicazioni del centro sinistra. La partita sull'acqua in Lombardia è però tutt'altro che chiusa e non è detto che il referendum si svolga nel 2009 come da calendario. La giunta regionale sta cercando di correre ai ripari con un disegno di legge che avrebbe il fine, non dichiarato, di rompere il fronte finora compatto dei sindaci. In questo senso andrebbero anche le parole dell'assessore regionale ai servizi Massimo Buscemi che in apertura di consiglio ha parlato di un incontro con i sindaci, concluso, a detta sua, con «un'intesa totale sui contenuti».
A sentire i diretti interessati le cose non sono andate così: «Stiamo studiando il Ddl - dice l'assessore alle politiche ambientali di Cologno Monzese Giovanni Cocciro - non possiamo entrare ancora nel merito e non potremo farlo neppure domani (oggi per chi legge, n.d.r.) in commissione ambiente». Tra i sindaci c'è inoltre chi si spinge oltre al referendum e chiede un coinvolgimento dei singoli Comuni nella gestione dell'acqua maggiore rispetto a quanto previsto dalla legge Galli, che fa riferimento agli ambiti territoriali ottimali, grossomodo alle Province. «Il rischio è che anche i grandi consorzi, benché pubblici, seguano logiche del profitto» dice Alex Domenighini, uno dei 12 sindaci della Val Camonica promotori del Referendum. Dove porterà la partita sull'acqua è dunque ancora oggetto di dibattito. Da ieri è però lecito pensare che, almeno in Lombardia, la privatizzazione avrà vita più difficile.

Occorre ritrovarsi, unirsi, rompere gli indugi, rilanciare dal basso la speranza e il cambiamento.

Anagrafe, la Lega Nord presenta una mozione

Fonte


Anagrafe, la Lega Nord presenta una mozione
Chiede di emanare una pubblica ordinanza tuteli i cittadini, favorisca il rispetto delle norme di pubblica sicurezza e in materia di igiene sanitaria, garantendo una corretta gestione del registro della popolazione residente

2 Febbraio 2008
Riceviamo e pubblichiamo

Venegono Superiore - Questa mattina, 2 febbraio 2008, la Lega Nord Venegono ha presentato al Sindaco del Comune di Venegono Superiore una mozione relativa alla ATTUAZIONE DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE GENERALI IN MATERIA DI ISCRIZIONE NEL REGISTRO DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE E DISPOSIZIONI CONGIUNTE IN MATERIA IGIENICO SANITARIA E DI PUBBLICA SICUREZZA come già in precedenza fatto dal movimento, in altri comuni, dopo l’ordinanza del Sindaco di Cittadella.
Con la predetta ordinanza si chiede al Sindaco e la Giunta del Comune di Venegono Superiore, in applicazione della disciplina legislativa generale, che regola l’iscrizione anagrafica nel registro della popolazione residente e delle norme di attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio dello Stato Italiano, di emanare una pubblica ordinanza o un provvedimento che tuteli i cittadini, favorisca il rispetto delle norme di pubblica sicurezza e in materia di igiene sanitaria, garantendo una corretta gestione del registro della popolazione residente.
La mozione è stata presentata dal consigliere Avv. Francesca Brianza e dal Segretario di sezione Ambrogio Crespi davanti al Sindaco e due consiglieri di maggioranza che hanno favorevolmente accolto il contenuto della mozione.

Il segretario di sezione Ambrogio Crespi

Prealpi servizi: piano industriale, aggregazione limitata all’acqua

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Le municipalizzate della provincia approvano il nuovo piano che prevede la possibilità di unirsi nel settore idrico

Prealpi servizi: piano industriale, aggregazione limitata all’acqua
Mercoledi 30 Gennaio 2008

Varese - L’assemblea dei soci di Prealpi Servizi ha aggiornato il piano industriale, e previsto la formulazione di nuovi patti parasociali. Che significa? La società, nata per essere una holding provinciale che riunisse le municipalizzate del territorio, ha approvato un piano che, contrariamente al passato, prevede esplicitamente l’aggregazione solo di un settore, quello idrico. Il piano prevede che i soci, ovvero le società di Varese, Gallarate, Busto Arsizio (Aspem, Amsc e Agesp), si uniranno in Prealpi Servizi, insieme anche a Sogeiva, la società che gestisce la depurazione delle acque della provincia. Dovranno però essere fatti una serie di passaggi tra cui le perizie su ciascuna azienda.
L’obiettivo è migliorare l’efficienza. Per quanto riguarda la tariffa, sarà l’autorità provinciale (Ato) a decidere quanto pagheremo in bolletta. Il nuovo piano d’ambito dell’acqua (sarà approvato in primavera) prevede investimenti per 460 milioni di euro e un innalzamento della tariffa, che entro 10 anni è destinata a passare da 0,85 centesimi per metro cubo a un massimo a 1,5 euro per metro cubo (è il costo medio previsto in Italia nel 2020).
Le municipalizzate varesotte restano disanti su altri settori di business: nel gas Busto e Gallarate hanno già sancito un’unione strategica , mentre Varese non è entrata. Nel settore igiene urbana, ognuno fa per se'.
E Venogeno Superiore, che fa?

Lombardia, apertura della Regione sull'acqua pubblica

Fonte


Lombardia,
apertura della Regione sull'acqua pubblica

di REDAZIONE

29/01/2008


"Possibili modifiche all'attuale legge", ha detto il vicepresidente del consiglio lombardo ai rappresentanti dei 132 comuni che chiedono un referendum per la gestione pubblica delle acque.

Il vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia, Enzo Lucchini (Fi) ha presieduto l'audizione di una ventina di sindaci dei Comuni che hanno promosso il referendum sulla legge sulla gestione delle acque. All'incontro hanno partecipato anche il vicepresidente Marco Cipriano, numerosi capigruppo consiliari e presidenti di Commissione. E' intervenuto anche l'assessore regionale alle risorse idriche Massimo Buscemi.

Il coordinatore della delegazione di sindaci, Giovanni Cocciro (assessore del Comune di Cologno Monzese), ha riferito che i Comuni che chiedono modifiche alla legge regionale sono 132 e che il comitato ''Acqua bene comune'' rinnova la richiesta di un pronunciamento del Consiglio regionale sull'ammissibilita' del referendum.

Il vicepresidente Lucchini ha detto che il Consiglio regionale e' disponile a un confronto, ''come dimostrato dall'audizione in corso e come indicato nella richiesta del comitato refrendario, nella prospettiva -ha aggiunto- di verificare la possibilita' di modificare la legge onde evitare l'oneroso referendum''

Martedì 29 Gennaio, ore 9.30 a MILANO

Fonte




Martedì 29 Gennaio, ore 9.30
MILANO (MI), Sit-in



Martedì mattina, 29 gennaio 2008, il Consiglio regionale discute l’ammissibilità del referendum abrogativo della Legge 18, che obbliga i Comuni a privatizzare i propri servizi idrici, referendum richiesto da ben 117 Consigli comunali della Lombardia.

Il Comitato Milanese Acqua chiama tutti a un
Presidio

davanti alla Regione Lombardia
via Fabio Filzi 22
martedì 29 gennaio, ore 9:30

Venite in tanti !

Si tratta di un appuntamento molto importante nella vertenza acqua in Lombardia. C’è infatti il rischio che la maggioranza respinga il Referendum adducendo cavilli legali. Solo con una forte presenza di cittadini, movimenti, associazioni, sindacati, oltre ai Sindaci referendari, potremo "condizionare" il voto in Consiglio.

E’ importante che fin da ora ogni Comitato locale sensibilizzi i propri aderenti e i Comuni del territorio (sia quelli che hanno votato il Referendum che tutti gli altri) a partecipare al presidio, con striscioni, megafoni, gonfaloni, Sindaci in fascia tricolore.

Comitato Milanese Acqua

VOGLIAMO IL REFERENDUM

29 gennaio 2008 : dopo molti rinvii, il Consiglio della Regione Lombardia discute e vota l’ammissibilità di un referendum abrogativo di alcuni articoli della Legge regionale n.18/2006 che obbliga tutti i Comuni lombardi a consegnare ai privati i propri servizi idrici.

Il referendum è stato proposto, sulla base dello statuto della Regione, dai Consigli comunali di ben 117 Comuni lombardi (ne sarebbero bastati 50), che hanno deliberato la necessità di abrogare i principi base della legge:

1. l’obbligo per gli ATO (ambiti territoriali ottimali: formati in genere da diversi comuni, per la gestione del ciclo dell%u2019acqua) di mettere a gara l’affidamento dei servizi idrici, quindi di fatto di privatizzare;

2. l’obbligo di separare gestione ed erogazione, come se l’erogazione dell’acqua fosse una funzione separata dalla gestione del servizio idrico;

3. la possibilità di cedere ai privati parte della proprietà delle strutture (reti, impianti).

La richiesta di referendum abrogativo da parte dei Comuni interviene peraltro in un contesto nazionale in cui:

più di 400.000 firme hanno sostenuto la legge di iniziativa popolare per la difesa dell%u2019acqua pubblica in Italia;

il Governo ha impugnato, per motivi di incostituzionalità, la legge della Regione Lombardia;

il Governo ha altresì votato una moratoria di un anno, fino a dicembre 2008, che impedisce di cedere l%u2019acqua a delle SpA.

La Regione Lombardia vede dunque bloccata la sua iniziativa, tesa ad affrettare la privatizzazione dei servizi idrici per mettere tutti, Governo compreso, davanti al fatto compiuto. Adesso il Consiglio regionale dovrà discutere l’ammissibilità del referendum e ci auguriamo che nella decisione non intervengano logiche di maggioranze politiche, magari avvalendosi di cavilli tecnici, poiché equivarrebbe a negare l’istituto del referendum, e soprattutto a negare ai cittadini il diritto di esprimere le proprie scelte.

Portare acqua potabile nei rubinetti delle case dei cittadini è stata e resta una delle grandi missioni pubbliche della politica. Il principio che l’acqua è un bene comune dalla cui potabilità dipende la vita e la salute di tutta la comunità, e che pertanto va garantito a tutti, ha segnato profondamente il cammino di civilizzazione della nostra società e non può essere demandato alla speculazione privata, né svenduto ad interessi di parte politica.

La richiesta di referendum abrogativo, da parte di 117 Consigli comunali, rientra perfettamente in questa linea: intende rendere la cittadinanza consapevole delle sorti che la politica riserva al servizio idrico e portarla ad esprimersi su queste grandi opzioni.

Chiediamo che il Consiglio Regionale rispetti la volontà espressa dai 117 Consigli comunali che, a nome della cittadinanza, hanno deliberato la richiesta di referendum abrogativo, in piena autonomia dai partiti e in modo trasversale a tutte le opinioni politiche. È una grande prova di democrazia che non può essere umiliata né da tortuosi cavilli mai sollevati prima d’ora, né da arroganti colpi di maggioranza.

Il Consiglio regionale ha il dovere di rispettare le leggi e le volontà popolari, vale a dire:

votare la palese legittimità del quesito referendario;

rispettare la moratoria in atto nel paese e fermare ogni affidamento a SpA.

Comitato lombardo acqua pubblica - Comitato milanese acqua %u2013 Forum italiano dei movimenti dell%u2019acqua - Contratto mondiale sull%u2019acqua

Davide contro Golia Rassicura Ferrarelle che la diffida

Fonte



Davide contro Golia
Rassicura Ferrarelle che la diffida
di Miriam Giovanzana

Consumare acqua in bottiglia, se l�acqua che sgorga dal rubinetto � di ottima qualit�, � un controsenso: costa di pi�, contribuisce al riscaldamento globale della terra (con i camion che la trasportano e la montagna di plastica che produce: circa 9 miliardi di bottiglie ogni anno in Italia), � pi� scomoda.
Ma, a quanto pare, non si pu� dire. O meglio non si pu� dire che ridurre il ricorso all�acqua in bottiglia � una buona cosa per tutti.
All�inizio di agosto infatti Ferrarelle, uno dei colossi del settore, il quarto gruppo in Italia, ci ha fatto scrivere dai suoi avvocati, diffidandoci dal continuare. Ferrarelle si sente sotto ingiusto attacco e danneggiata perch�, nei nostri articoli, abbiamo associato l�immagine di due suoi prodotti (l�acqua Boario e Vitasnella) allo slogan: �Mettetela fuorilegge. La pubblicit�, non l�acqua in bottiglia�.
Cos� ci diffida
- alla immediata cessazione della divulgazione dei suindicati articoli e delle suindicate immagini, quantomeno con riferimento ai marchi/prodotti del gruppo Ferrarelle Spa;
- alla immediata pubblicazione sul prossimo numero della rivista e sul sito internet di un comunicato di smentita circa lo specifico riferimento della opinione espressa con i suindicati articoli, ai singoli marchi/prodotti raffigurati di propriet� e comunque di pertinenza della Ferrarelle Spa;
- a non pubblicare ulteriormente articoli e/o immagini che possano ledere la reputazione commerciale della Ferrarelle Spa.

Vorremmo rassicurare Ferrarelle: la nostra �campagna di idee� non � contro di loro n� ha per oggetto i loro marchi; quello che ci interessa, come giornalisti e come cittadini, � indagare il mercato delle acque minerali e come sia stato possibile convincere gli italiani a diventare i maggiori consumatori al mondo di acqua minerale.
Ferrarelle si lamenta: �Con i suindicati numeri della Rivista � iniziato un vero e proprio �accanimento� da parte della Rivista, esclusivamente nei confronti di due marchi del �gruppo� Ferrarelle Spa (Boario e Vitasnella) e di due del gruppo Nestl� (Vera e Panna)�.
Nessun accanimento: l�immagine delle bottiglie in questione, come desume ogni lettore che non sia in malafede, era assolutamente esemplificativa: un particolare per dire il tutto del mercato.
Come figura retorica si chiama sineddoche. Comunque, per evitare ogni equivoco e ogni interpretazione maliziosa, al posto delle 4 bottiglie e dei 4 marchi abbiamo messo, ed � quello che vedete da qualche giorno sul nostro sito, tutte le bottiglie e i marchi che ci � stato possibile rintracciare nei supermercati di Milano vicini alla redazione.

Ma perch� prendersela con Altreconomia?
�La condotta posta in essere dall�Editore e dalla Direzione della Rivista �scrivono gli avvocati di Ferrarelle- costituisce una chiara e temeraria violazione dei limiti �ben circoscritti- posti al diritto di critica�.

Ecco, questa forse � la posta in gioco: abbiamo semplicemente fatto il nostro dovere di giornalisti, e non � una colpa ma semmai un merito quello di citare i fatti e i protagonisti con nomi e cognomi; certo, siamo ben consci che spesso siamo dei Davide di fronte ad aziende plenipotenziarie, ma questo non ci dissuade dall�avere il coraggio (noi preferiremmo dire semplicemente: la responsabilit�) di chiamare le cose con il loro nome. � questo �andare oltre il diritto di critica�?
A meno che l�andare oltre sia quell�immaginare il futuro, quel riflettere insieme sulle scelte individuali e collettive, anche sulle regole, che una comunit� si d� per vivere insieme. Ecco, s�: forse quello che per qualcuno � inaccettabile � quest�idea che, per difendere l�ambiente e il bene di un�acqua che sgorga direttamente nelle nostre case, senza fatica e con bassi costi, si possa arrivare anche a immaginare di normare la pubblicit�. A metterla fuori legge.
Come abbiamo gi� scritto, esistono diversi casi di regolamentazione della pubblicit�: � vietato fare pubblicit� alle sigarette, alla maggior parte dei farmaci, e in decine e decine di Paesi, Italia compresa, � vietato pubblicizzare in ogni forma (anche su riviste mediche, anche sponsorizzando congressi) il latte artificiale per la prima infanzia, che pure era nato come un salvavita: questo perch�, negli anni Sessanta, la massiccia pubblicit� di questo prodotto aveva quasi invertito a suo favore la tendenza naturale dell�allattamento al seno.
Ecco, questo � il tab� che rischia di scatenare le ire dei mercanti d�acqua: si pu� dire tutto, ma non immaginare un futuro senza pubblicit� dell�acqua. Perch� cos�, � chiaro, la partita sarebbe persa. Senza pubblicit� i consumi di acqua minerale si contrarrebbero, e resterebbero alti solo l� dove il servizio pubblico fosse inefficiente. O dove, per particolari motivi di salute, le acque minerali fossero indicate. O, semplicemente, per chi volesse berla.

Pensavamo che i giornali italiani non avrebbero mai pubblicato nulla di critico sulle acque minerali, visto che gli imbottigliatori sono tra i pi� grandi investitori pubblicitari del momento; e invece l�impensabile in questi mesi � accaduto: il sindaco di New York, Bloomberg, ha detto in luglio: �L�acqua? Bevete quella del rubinetto. � sicura, gradevole, pulita, costa meno di quella imbottigliata, � pi� pratica. E soprattutto: permette di risparmiare e ridurre la produzione di montagne di vetro e di plastica�.
(http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/07_Luglio/11/bottigliette_ny_giornale.shtml).

Il Corriere della sera e Repubblica hanno ripreso le dichiarazioni di Bloomberg e dedicato diverse pagine al tema; il caso di Gualdo Tadino e della sua piccola popolazione che si oppone a un nuovo stabilimento della Rocchetta (che abbiamo raccontato sul numero di febbraio di Altreconomia) � finito in prima serata al Tg1. Segno che i giornalisti e anche le grandi testate possono, se vogliono, non essere supini agli interessi dei loro inserzionisti.
La campagna �Imbrocchiamola� (www.imbrocchiamola.org) per chiedere al ristorante e in pizzeria l�acqua in brocca, � un�idea che � piaciuta a tanti ed � stata ripresa in centinaia di siti e rilanciata da stampa e radio nazionali.
E a Marghera, all�inizio di settembre, davanti ai ministri Mussi, Ferrero e Pecoraro Scanio abbiamo raccontato tutto ci�, e la possibilit� di pensare a una �Pubblicit� Progresso� a favore dell�acqua del rubinetto. Hanno alzato gli occhi, interessati.
Per questo continuiamo, perch� non accada come nelle zone d�Italia dove l�acqua pubblica non � buona, oppure semplicemente non c��, che la gente si rassegni a comperare l�acqua in bottiglia. Noi preferiamo pensare che avere acqua potabile di buona qualit� sia un diritto. Di tutti.

Se siete d�accordo con noi, ora pi� che mai firmate il nostro appello e lasciate un commento
(www.altreconomia.it/acqua)

ACQUA DI FINE ANNO

Fonte
www.marioagostinelli.it


ACQUA DI FINE ANNO
di Mario Agostinelli
Capogruppo RC in Consiglio Regionale Lombardia



17/12/2007


ACQUA DI FINE ANNO. LAVORI IN CORSO: DAI MOVIMENTI, AI TERRITORI, AI COMUNI, AL CONSIGLIO REGIONALE

Il 2007 si è caratterizzato per una grande ed estesa presa di coscienza dell’intera polazione italiana sul problema della proprietà e gestione pubblica dell’acqua. 500.000 firme per la legge popolare e una grande manifestazione nazionale il primo di Dicembre a Roma hanno accompagnato centinaia di assemblee nei comuni della Lombardia e un referendum popolare contro la legge 18 della giunta Formigoni che privatizza il servizio. Nel frattempo, Rifondazione Comunista ha dato una intensa e ferma battaglia nel Consiglio Regionale per cambiare gli orientamenti privatistici e commerciali che il centrodestra vuole imporre per il governo del servizio idrico. Dopo l’impugnativa da parte del Governo Prodi della legge 18 della Lombardia, deve ripartire una iniziativa ancora più sostenuta e, possibilmente, ancora più unitaria per concludere una battaglia decisiva e anticipatrice per il riconoscimento dei beni comuni anche nella nostra regione.

Proprio per allargare il consenso a questa battaglia, diamo qui di seguito alcuni ragguagli sui consumi, lo stato degli acquedotti, la qualità della risorsa, lo scontro tra maggioranza e opposizione.

LA SITUAZIONE DEI CONSUMI E DELLE RETI IDRICHE LOMBARDE

Nonostante i 55.000 km di tubazioni degli acquedotti, secondo una indagine Istat, nel 2001 le famiglie lombarde che lamentavano discontinuità nell’erogazione erano pari al 7,9% (contro una media nazionale del 16,3, ma considerando che la crescita di carenza d’acqua in Lombardia si è molto evidenziata solo negli ultimi 6 anni). Inoltre si stimano perdite medie alle reti del 27%, con punte oltre il 40% molto frequenti fuori dell’area milanese.

Benché la copertura delle reti fognarie (35.000 km) sia pressoché totale, con una popolazione residente servita per circa il 90%, solamente il 50-60% delle reti risulta collegato ad un impianto di depurazione.

Le perdite delle reti fognarie, responsabili di estese situazioni di degrado della falda, sono difficilmente stimabili, ma sono molto elevate e da mettere in relazione con l’età, lo stato di manutenzione e l’adeguatezza ai carichi crescenti di reflui urbani.

Per quanto riguarda gli impianti di depurazione – circa 1275 nella regione - solamente il 40% è dotato di fasi di trattamento appropriato e ben l’80% necessita di adeguamento.

Il bilancio idrico regionale è negativo ed i consumi di acqua sono in costante aumento:

  • i volumi di acqua concessa in regione Lombardia ammontano ad oltre 130 miliardi di metri cubi all’anno – cioè maggiori di 5 volte l’afflusso meteorico che è stimato in 27 miliardi di metri cubi all’anno
  • le concessioni riguardano prevalentemente gli usi agricoli e produttivi, ed in particolare: i prelievi per la produzione di energia idroelettrica ammontano al 67% del totale, l’irrigazione al 23% e l’industria al 7% mentre per scopo civile si usa il 2-3% della risorsa;
  • al netto dell’acqua utilizzata a scopi idroelettrici, l’uso preponderante è quello irriguo, 81%, seguito da: civile potabile 8%; industriale 5%; civile non potabile 3%; piscicoltura 3%;
  • le fonti di approvvigionamento interessano per il 93% le acque superficiali e per il restante 7% le acque sotterranee (pozzi e sorgenti);
  • i settori maggiormente idrovori, irriguo e industriale, impegnano in prevalenza acque superficiali, mentre il comparto civile è coperto per l’84% da pozzi;
  • il consumo medio giornaliero procapite in Lombardia è di 358,3 litri di acqua, nettamente superiore alla media nazionale di 286 l/ab/.

UN FUTURO COMPROMESSO E MOLTO PROBLEMATICO


la disponibilità quantitativa di risorsa idrica è sempre minore:

  • la fascia alpina ha costituito storicamente la zona più piovosa d’Italia (come emerge dal confronto delle precipitazioni medie nazionali dal 1961 al 1990) ma, dal 1990 ad oggi, i climatologi hanno verificato una inversione di tendenza con una netta diminuzione dei quantitativi di pioggia e dei relativi afflussi nella pianura padana
  • contestualmente si è verificato un aumento delle temperature medie che a sua volta ha determinato: da un lato il ritiro dei ghiacciai; dall’altro, l’anticipazione dello sviluppo della vegetazione e quindi della stagione irrigua per il comparto agronomico
  • la qualità dell’acqua dei corpi idrici superficiali, nella maggior parte dei casi, è classificata come pessima, scadente o sufficiente; in pochi casi i fiumi e i laghi si trovano nello stato ecologico definito “buono” e mai in quello di “ottimo”:
  • le acque sotterranee in Lombardia sono la principale fonte di approvvigionamento per scopo potabile ma, in generale, non sono mai buone le caratteristiche del primo acquifero, interessato da inquinamenti legati sia all’attività industriale ed agricola, sia a quella civile a causa del cattivo funzionamento del sistema fognario. I fitofarmaci (in particolare i diserbanti) sono la principale causa di contaminazione nelle falde sottostanti le zone agricole ed i composti organoalogenati (in particolare solventi clorurati) nelle aree più industrializzate.

COSA FA FORMIGONI? E QUANTE BUGIE DALL’ASSESSORE BUSCEMI!

Come al solito, anche per l’acqua la Giunta si è preoccupata degli interessi privati e, così, è stata imposta la notissima legge 18, quella che ne privatizza l’erogazione e sottrae ai comuni la titolarietà sulle modalità del servizio. Una legge impugnata dal Governo Nazionale per illegittimità e contrastata ora dai comuni lombardi che ne chiedono l’abolizione per referendum.

Ma nel frattempo:

  • nella legge n°222 del 29 novembre 2007 è stato introdotto dal Senato un articolo che vieta nuovi affidamenti del servizio idrico integrato fino all'emanazione delle disposizioni del decreto Lanzillotta (che sancirà il carattere pubblico di tutto il servizio idrico) e, in ogni caso, entro e non oltre Dicembre 2008.
  • entro Febbraio 2008 si attende il pronunciamento della Corte Costituzionale per l’incostituzionalità di alcune parti della legge regionale;
  • il Ministro Lanzillotta ha risposto ad una interrogazione presentata da alcuni Senatori lombardi esprimendo un parere negativo sull’obbligatorietà di gara per l’erogazione del servizio e su altri aspetti della legge lombarda propugnata dall’assessore Buscemi come la migliore d’Italia!
  • A oggi 117 Comuni hanno approvato nei Consigli comunali la proposta di referendum per l’abrogazione delle disposizioni della l.r. 26/03 così come modificata dalla l.r. 18/06.

Intanto, incredibilmente, la Giunta nell’assestamento al Bilancio 2007 ha operato un taglio di oltre 22 milioni di €uro per gli ATO per la realizzazione di opere necessarie ai servizi idrici!

GLI O.d.G. PRESENTATI IN CONSIGLIO REGIONALE DA RIFONDAZIONE COMUNISTA

In occasione della discussione del bilancio per il 2008 RC presenta tre ordini del giorno sulla questione dell’acqua per chiedere:

  1. la promozione e la realizzazione di azioni concrete e significative finalizzate alla riduzione dei prelievi idrici e dei consumi in tutti i settori, ma soprattutto in quelli produttivi e agricoli
  2. di prevedere sistemi di monitoraggio e di verifica dell’efficacia delle azioni intraprese al fine di ridurre i consumi idrici.
  3. di intraprendere le azioni necessarie a conseguire le prescrizioni indicate nella direttiva 2000/60/CE
  4. di realizzare gli investimenti necessari alla realizzazione delle reti e degli impianti del ciclo idrico integrato così come richiesto dalle Autorità d’Ambito
  5. di attuare la promozione e la realizzazione di azioni finalizzate alla riduzione dei prelievi idrici e dei consumi in tutti i settori, ma soprattutto in quelli produttivi e agricoli
  6. di incrementare i contributi da erogare alle Autorità d’Ambito affinché vengano realizzate le opere necessarie a migliorare la qualità del servizio reso agli utenti nonché lo stato qualitativo dei corpi idrici superficiali e sotterranei
  7. di finanziare le azioni necessarie a conseguire le prescrizioni indicate nella direttiva 2000/60/CE
  8. di adeguare la l.r. 26/03 così come modificata dalla l.r. 18/06 alla normativa comunitaria e nazionale, al fine di garantire il governo, la gestione e l’erogazione in mano totalmente pubblica del servizio idrico integrato.
Il 2008 si aprirà probabilmente con l’ammissibilità del referendum Regionale, con l’esecutività del decreto Lanzillotta, con la rimessa in discussione della legge lombarda N° 18. E, allora, Buon Anno Nuovo, amici dell’acqua!!

Sicurezza: Tradate è sulla strada giusta

Fonte
La Provincia

Sicurezza: Tradate è sulla strada giusta
Assegnato al Comune il «Volante d'oro 2007» per l'attenzione dimostrata contro gli incidenti L'associazione vittime: «Varesina sicura grazie alle rotonde». Bacchettate Busto e Venegono Superiore
di Alessandro Madron


7- 11- 2007


TRADATE - A Tradate le strade sono sicure e l'associazione "Familiari vittime per una strada che non c'è" promuove l'amministrazione comunale con il "Volante d'oro". Il riconoscimento istituito dall'associazione che si batte contro gli incidenti, è stato consegnato ieri mattina al sindaco Stefano Candiani davanti ad un gruppo di alunni delle scuole medie, in occasione dell'inaugurazione della mostra fotografica che raccoglie e racconta tutte le situazioni di pericolo che sono in agguato in Provincia. Si tratta di una mostra itinerarite che, dopo Tradate, proseguirà il suo tour provinciale.
«Quest'anno abbiamo pensato di dare un voto alle amministrazioni - spiega il presidente dell'associazione Ernesto Restelli - così abbiamo ideato il Volante d'oro. Abbiamo scelto Tradate perché qui abbiamo trovato sempre degli amministratori pronti ad ascoltarci, qui le nostre proposte sono state messe in pratica o, quantomeno, discusse. Perché Tradate è stato il primo comune ad accendere i semafori anche di notte e perché prima di questa amministrazione comunale la Varesina era un cimitero, con proposte sono un morto ogni 80 metri. Oggi la Varesina è più si cura anche grazie alle sei rotonde che rallentano il traffico e lo rendono più sicuro». L'associazione non ha consegnato il volante nero: «Non abbiamo potuto farlo - continua Restelli -, perché il nostro legale ce lo ha sconsigliato. Comunque le nostre critiche non sono segrete. Anzi. Sono qui da vedere in fotografia. Ad esempio quando l'anno scorso abbiamo chiesto un incontro con il sindaco di Venegono Superiore non ci è stato concesso. Avremmo volentieri detto la nostra opinione sullo stato della via Cesare Battisti».
Restelli ha poi tirato le orecchie anche al comune di Busto Arsizio, reo di non fare abbastanza per contrastare la proliferazione selvaggia dei cartelli pubblicitari: «Rappresentano un pericolo, distraggono, coprono la visuale. Sono pericolosi. Anche in questo il comune di Tradate ha dimostrato che si può vincere. A maggior ragione dovrebbe farlo una realtà come Busto, dove però non sembra esserci interesse ad ascoltare le nostre proposte». Il premio è stato ritirato dal sindaco Candiani: «Per noi è uno stimolo a fare meglio».




Nella cassetta delle lettere

Abbiamo trovato nella cassetta delle lettere questo volantino, che molto probabilmente avrete ricevuto anche voi.
Ritenuto giusto pubblicarlo in quanto documento indirizzato ai Venegonesi e distribuito nella loro cassetta delle lettere.

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Venegono Superiore 01 dicembre 07

Dal consiglio comunale ultimo 29 novembre
OK assessore Manna!
Il 2006 è stata un’annata eccezionale
per l’acquedotto
Venegonese
Questo aumenta i dubbi e i sospetti
per la gestione dell’anno 2007


Cerchiamo però di sottolineare le cose certe emerse, quelle che hanno precluso un servizio ottimale per tutti i venegonesi e quali costi maggiorati per la comunità venegonese

Un pozzo che dava 2 lt./secondo, sufficiente al fabbisogno di oltre 500 persone,
ci è costato € 180.000,00 + € 10.000,00 per la sua chiusura
Per la crisi idrica “ solo in alcune zone del paese”, ci siamo allacciati all’acquedotto provinciale, che continua a fornirci, 2 lt./secondo, come il pozzo chiuso.
Naturalmente l’acquedotto provinciale ci presenterà il conto

Quanto verrà a costare ai venegonese questo errore?

La mancanza di regolare pulizia e manutenzione dei serbatoi del Mirabello, ci ha portato altresì ad effettuare un intervento straordinario che è certamente costato di più di una manutenzione ordinaria.
Il clima di sospetto e incapacità ha richiesto l’intervento di tecnici di una ditta esterna, quanto ci costerà tutto questo assessore Manna?
Quanto ci costerà questa annata eccezionale dell’acquedotto, che sarà sicuramente ricordata molto più della precedente?
Quanto denaro sarebbe potuto essere usato in modo diverso e più utile?

Lo sa assessore che in qualsiasi paese”sano”, di questo mondo, lei sarebbe
Licenziato!


Gruppo di venegonese presenti in consiglio comunale

40’000 persone in piazza per l’acqua pubblica


Grande Manifestazione nazionale:
40’000 persone in piazza per l’acqua pubblica


Oggi il popolo dell’acqua - e non solo - scenderà in piazza a Roma

Oggi il popolo dell’acqua - e non solo - scenderà in piazza a Roma. Per "ripubblicizzare l’acqua e difendere i beni comuni", come recita l’appello di convocazione del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua. Per le decine di migliaia di persone che parteciperanno sarà l’occasione di conoscere un movimento inedito, capace nell’arco di un biennio di far divenire l’acqua e i beni comuni una vertenza nazionale, e di incidere sull’agenda politica istituzionale.

Sarà l’occasione per conoscere le migliaia di famiglie di Aprilia (Lt), Nola (Ce) e Leonforte (En), che da anni si oppongono alla privatizzazione dell’acqua, autoriducendosi le bollette; le comunità del Rio Fergia in Umbria, di Agrigento in Sicilia e di Rionero in Vulture in Basilicata, che si battono contro l’espropriazione di acqua a favore delle multinazionali dell’imbottigliamento; i lavoratori di Pubbliacqua Spa di Firenze, di Acque Spa di Pisa, e di Abbanoa Spa in Sardegna che lottano per l’acqua pubblica, un servizio di qualità e un lavoro dignitoso e stabile.

O, ancora, i sindaci lombardi e siciliani, che, assieme a quelli piemontesi e pugliesi, hanno compreso come la messa sul mercato dell’acqua e dei beni comuni azzeri il loro ruolo e, con esso, la democrazia municipale. Insieme a loro - e a molte altre comunità territoriali in lotta contro la privatizzazione dell’acqua- ci saranno le associazioni di movimento e di cittadini, diverse organizzazioni sindacali di categoria confederali e di base, parrocchie e centri sociali, le associazioni ambientaliste e i partiti della sinistra che hanno appoggiato la campagna per l’acqua.

Sarà una bella manifestazione, una nuova tappa dopo la straordinaria campagna per l’acqua, che ha permesso, nel luglio scorso, di consegnare oltre 400.mila firme in calce ad una legge d’iniziativa popolare per la totale ripubblicizzazione dell’acqua.

Sarà una manifestazione festosa e popolare, di una molteplicità di saperi e di idiomi che hanno saputo coniugare il forte e diffuso radicamento territoriale con la capacità di connettere le diverse lotte in una piattaforma nazionale e generale, per chiedere l’immediata approvazione della legge d’iniziativa popolare, un provvedimento di moratoria su tutti gli affidamenti nuovi e in corso a Spa a qualsiasi titolo, misure nella legge finanziaria in favore del risparmio idrico in industria ed agricoltura, e un fondo nazionale per il riammodernamento degli impianti e delle reti idriche.

Un movimento che ha saputo mettere in campo una forte capacità di resistenza alle politiche liberiste di privatizzazione e, nel contempo, una forte capacità di proposta e di soluzioni praticabili nell’interesse della collettività.

Un movimento che ha saputo praticare una vera autonomia, tenendo la barra sull’obiettivo della ripubblicizzazione totale dell’acqua e permettendo l’aggregazione di una pluralità di culture, esperienze e realtà, che ne fanno un’esperienza inedita e feconda.. Una manifestazione nazionale per la ripubblicizzazione dell’acqua, dunque. Ma non solo.

Perchè l’acqua, bene comune e diritto umano universale, è anche un paradigma di una ben più estesa esigenza: quella di rifondare la democrazia, a partire dai beni comuni naturali e sociali, dalla lotta per la loro sottrazione al mercato, dalla proposta per una loro nuova gestione pubblica e partecipata dai lavoratori e dalle comunità locali. Per questo, la manifestazione di oggi vuol anche essere lo spazio pubblico delle tante vertenze in difesa dei beni comuni e del territorio, della salute e dei diritti sociali, contro le privatizzazioni e le esternalizzazioni dei servizi pubblici, il proliferare di grandi opere e centrali termoelettriche, impianti e servitù militari, che hanno l’unico obiettivo di riprodurre un insostenibile modello di produzione e di consumi e di annichilire la democrazia.

Di questo parleranno le decine di migliaia di donne e uomini che oggi scenderanno in piazza.

Avendo chiaro, nelle loro menti e nei loro cuori, che qualsiasi idea di trasformazione della politica da qui dovrà necessariamente partire. O semplicemente non sarà.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Rassegna stampa

Rassegna fotografica a cura del Comitato di Nola

Video:


Speciale manifestazione 1 dicembre a cura di Agenzia Multimediale Italiana.

Video
a cura di www.liblab.it.

Video a cura di Comunicalo.it

Video a cura Pollinokombat (Comitato di Rotonda - PZ)

Rifugiati politici No grazie

Fonte
La Settimana


La vicenda tieni banco durante l'ultimo consiglio comunale
«Rifugiati politici No grazie»
La Caritas ambrosiana aveva chiesto di attivare un progetto di accoglienza dai Comboniano
Serena D'Angelo


VENEGONO SUPERIORE - Stupore. e agitazione in consiglio comunale per un'interpellanza a sorpresa. Rifugiati politici e richiedenti asilo a Venegono Superiore, una richiesta negata, ma che ancora fa discutere. Ad appesantire maggiormente i toni dell'ultimo consiglio cittadino, svoltosi tra accuse e brusii, un'interpellanza da parte dei consiglieri Bruno Zoccola e Alessandro Limido in rappresentanza del gruppo «Il polo per Venegono». In oggetto la richiesta di informazioni dettagliate inerenti una missiva pervenuta all'Amministrazione venegonese nello scorso mese di giugno da parte della fondazione Caritas ambrosiana. Tale missiva conteneva infatti la richiesta di attivazione di un progetto di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati politici nella struttura dei missionari Comboniani di Venegono Superiore, alla quale il primo cittadino Mariolina Ciantia aveva a suo tempo risposto negativamente. «Ci chiediamo se la risposta negativa del signor sindaco sia legata soltanto al corrente anno o se negli anni a venire la posizione potrebbe mutare affermano nell'interpellanza i consiglieri - e se sono state valutate le conseguenze di una tale soluzione. In merito esprimiamo la nostra perplessità in quanto un fatto che interessa direttamente i nostri concittadini e il territorio limitrofo non sia stato portato in consiglio comunale per un dibattito approfondito». Immediata la risposta del sindaco Ciantia, anche se per quella ufficiale bisognerà attendere il prossimo consiglio comunale, che ha dichiarato le ragioni di una risposta tanto tempestiva quanto di polso: «A causa delle tempistiche ristrette di un possibile finanziamento ministeriale, del quale si sarebbe potuto usufruire in caso di risposta positiva al progetto, mi sono trovata a fare fronte alla questione in prima persona, senza poter contattare giunta e opposizione». Aggiungendo inoltre un'importante dichiarazione: «Nel caso in cui la fondazione Caritas ambrosiana ci riproponesse il progetto, questo verrà portato in consiglio comunale per una accurata analisi e discussione, e solo raggiungendo l'unanimità si potrà procedere con l'adesione». Spiegazioni esaurienti, che lasciano ancora aperto però uno spiraglio che molti cittadini osservano con sospetto e ancora una volta agitazione. Per poter approfondire l'argomento, di rigore la partecipazione al prossimo, e certamente affollatissimo, consiglio comunale.





La finanziaria che fa acqua...

Fonte


La finanziaria che fa acqua...




Nella finanziaria 2007 in discussione in questi giorni al parlamento ci sono numerose questioni che riguardano l’acqua e i servizi pubblici e può essere utile trattarle per punti, anche se sono collegate tra loro.

Di seguito una nota a cura di Corrado Oddi.

1)Moratoria
La moratoria è stata inserita nel decreto fiscale collegato alla Finanziaria al Senato. Ora il decreto fiscale è in discussione alla Camera, dove è praticamente certo che verrà modificato sul tema relativo al bonus per gli incapienti e quindi tornerà in Senato. In ogni caso, poiché stiamo parlando di un decreto, esso deve essere convertito in legge entro 60 giorni, pena la sua decadenza. Il sessantesimo giorno scade proprio il 1° dicembre: speriamo quindi di poter annunciare dalla piazza della manifestazione di avere definitivamente la moratoria. Nel merito del provvedimento della moratoria, se è vero che esso non risponde a tutte le questioni aperte, è altrettanto evidente che con esso realizziamo l’obiettivo che ci eravamo prefissi, e cioè di bloccare tutti gli affidamenti per un anno o fino a quando ci sarà una nuova normativa sulla gestione del servizio idrico. Non parliamo di poca roba, perché su 91 Ato titolari degli affidamenti, ad oggi ben 27 non hanno ancora affidato il servizio: è quello che può fare la differenza per evitare che il processo di privatizzazione giunga ad un punto irreversibile, oltre il quale diventa sempre più complicato realizzare la ripubblicizzazione.

In quest’anno è evidente che la partita entra nel vivo ed è per questo che diciamo che va accelerato l’iter di discussione della nostra proposta di legge di iniziativa popolare, la sola che può rispondere compiutamente all’insieme delle questioni aperte. Del resto, che la moratoria sia una nostra prima vittoria lo dimostra “ a contrario” la reazione della Lanzillotta: abbiamo notizie abbastanza precise, su cui torniamo più avanti, che la ministra pretende di inserire, e con contenuti peggiorativi, il suo disegno di legge di privatizzazione dei servizi pubblici locali nella Finanziaria, nel momento in cui la discussione della Finanziaria passerà alla Camera.

2)Ridefinizione degli ATO
Il Senato ha approvato un emendamento presentato dalla maggioranza all’art. 15 della Finanziaria che ridefinisce gli ATO. Il testo presentato inizialmente era ancora peggiore di quello che poi è stato approvato. Il primo testo prevedeva il puro e semplice passaggio delle funzioni dagli ATO alle Province, cosa per noi inaccettabile, visto che così facendo, in un colpo solo, spariva ogni riferimento ai bacini idrografici e si esautorava il ruolo dei Comuni. Il testo approvato non va ancora bene, anche se viene ripristinata, in via subordinata, la possibilità che gli ATO si costituiscano come forma associata di Comuni.

La nostra proposta, invece, risolve compiutamente il tema della configurazione degli ATO sulla base del bacino idrografico, ripristina il ruolo dei Comuni e affronta anche il tema dei costi della politica: infatti essa prevede che gli ATO si costituiscano come convenzioni ex art.30 decreto legislativo 267/2000, sulla base di Assemblee dei Sindaci e Presidenti delle Province, che non percepiscono alcun emolumento. Questa proposta di emendamento, assieme alle altre di cui parliamo di seguito, la presenteremo ai capigruppo della Camera dell’Unione, nel momento in cui la Finanziaria approderà alla Camera.

3)Altri provvedimenti da inserire nella legge Finanziaria

Come abbiamo avuto modo di dire nel corso di questi mesi e nella stessa predisposizione della piattaforma per la manifestazione del 1° dicembre, ci sono almeno altri due provvedimenti importanti, sia per i loro contenuti sia anche dal punto di vista simbolico, che, a nostro parere, dovrebbero entrare nella manovra finanziaria. Il primo è quello relativo all’istituzione di un Fondo nazionale per la ristrutturazione delle reti idriche; il secondo è finalizzato all’incentivazione della sostituzione degli impianti irrigui a pioggia con quelli “ a goccia”. Nonostante le nostre sollecitazioni, nel testo attuale della legge Finanziaria in via di approvazione al Senato, non c’è traccia di ciò. Formalizzeremo perciò queste proposte in emendamenti che manderemo ai Capigruppo della Camera dell’Unione.

4) Norme già inserite o che possono essere inserite nella legge Finanziaria

Esistono poi 2 articoli nella legge Finanziaria in discussione assolutamente negativi. Il primo è l’articolo 87. Esso dichiara di voler porre limiti alla costituzione e alla partecipazione in società da parte delle Amministrazioni pubbliche ma in realtà va in una direzione che può aprire la porta a processi di ulteriore e forte esternalizzazione e privatizzazione dei servizi pubblici. Infatti, esso prevede, “ al fine di tutelare la concorrenza e il mercato”, che le AA.PP. non possano costituire società né assumere o detenere partecipazioni, anche minoritarie, in società “aventi per oggetto la produzione di beni o servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali”. Viene precisato inoltre che “ è sempre ammessa la costituzione di società che producano servizi di interesse generale”, come peraltro è fatto obbligo di cedere, entro 18 mesi dall’entrata in vigore della legge Finanziaria, società e partecipazioni non rientranti nelle proprie finalità istituzionali. Ora, risulta evidente che questo provvedimento incentiva una progressiva esternalizzazione/privatizzazione dei servizi pubblici: infatti, al di là del fatto che si continua a non definire cosa si intende per servizi di interesse generale e quali siano le finalità istituzionali delle AA.PP, si rende possibile la costituzione di società di capitali per gestire servizi di interesse generale ( la cui gestione dovrebbe essere invece diretta) e si fa divieto di possedere o detenere quote di società che non “perseguono le proprie finalità istituzionali”. Per esplicitare meglio, con questo provvedimento, ad esempio, gli Enti locali possono costiture una s.p.a. per gestire gli asili nido e privatizzare totalmente le aziende che gestiscono acqua, energia, rifiuti ecc.

Il secondo è il comma 5 dell’art. 85 che dispone la riduzione dei componenti degli organi societari delle società in mano pubblica, ma salvaguardando le aziende quotate in mercati regolamentati. Non è difficile non vedere qui un’ulteriore spinta all’andata in Borsa delle società pubbliche. Per queste ragioni chiediamo l’abrogazione totale dell’art.87 e del comma 5 dell’art.85.

Infine, anche se allo stato attuale non c’è alcun testo al riguardo, sembra che la ministra Lanzillotta, così com’è stato fatto per la moratoria, vorrebbe inserire il suo disegno di legge nella manovra finanziaria. Infatti il disegno di legge delega sul riordino dei servizi pubblici locali giace impantanato al Senato, in attesa della sua prima approvazione. Addirittura, in quest’introduzione nella legge Finanziaria, sembra che il testo verrebbe ulteriormente peggiorato. Per quanto ci riguarda, il nostro punto di vista è noto: il disegno di legge Lanzillotta, anche se non si riferisce al servizio idrico, ha il significato di consegnare al mercato gli altri servizi pubblici di rilevanza economica; in ogni caso, per noi è irrinunciabile che ci sia la possibilità di gestire i servizi pubblici locali tramite Aziende speciali o consortili, da mettere perlomeno sullo stesso piano delle altre forme gestionali.

Insomma, le ragioni per la nostra mobilitazione e per la manifestazione del 1° dicembre sono tutte confermate e, anzi, per certi versi, rafforzate. La partita è aperta e la battaglia non semplice: per questo occorre essere in tante e tanti il 1° dicembre a Roma e utilizzare il tempo che ci rimane perché quella giornata sia un grande momento di partecipazione e di lotta per ripubblicizzare l’acqua e difendere i beni comuni.

Il "sindaco di gomma"

Fonte
La Provincia


Un caustico volantino diffuso in paese mette
alla berlina la coalizione di maggioranza

Fumetto dell'opposizione
attacca il "sindaco di gomma"



22 novembre 2007


VENEGONO SUPERIORE (a,mad.) - L'opposizione si fa anche a colpi di satira, e non succede solo su scala nazionale. A Venegono Superiore sta infatti girando in queste ore un volantino che mette pesantemente alla berlina la coalizione di maggioranza, accusata da un gruppo di «cittadini venegonesi presenti in consiglio» (come si definiscono gli autori dalla firma riportata sul foglio) di gestire le sedute del consiglio comunale in maniera poco ortodossa. In particolare viene presa di mira la riunione dello scorso 8 novembre, quando l'assemblea civica ha affrontato diversi temi scottanti, che stanno animando il dibattito politico cittadino negli ultimi mesi.
Il volantino, dopo aver ricordato i problemi del paese, si chiude con una frase pungente: «Ritardi, lassismo, bugie, incongruenze, regalie, mancanza d'informazione, tutto emerge durante il consiglio comunale, ma il sindaco dice: tutto va bene, a termini di regolamento».
Ma è la vignetta riportata a piè di pagina l'elemento che attira maggiormente l'attenzione. Si tratta di un disegno che ritrae i consiglieri riuniti attorno a un tavolo per la discussione di rito. Gli esponenti della maggioranza assumono così le sembianze del famoso ornino di gomma, simbolo di una nota casa di pneumatici (Bibendum). Dai banchi dell'opposizione si levano nuvole di domande e affermazioni, nella vignetta la replica arriva dal sindaco che, lapidario, sentenzia: «Mi rimbalza».

Nella cassetta delle lettere

Abbiamo trovato nella cassetta delle lettere questo volantino, che molto probabilmente avrete ricevuto anche voi.
Ritenuto giusto pubblicarlo in quanto documento indirizzato ai Venegonesi e distribuito nella loro cassetta delle lettere.